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Empatia e ascolto, ma anche capacità di riconoscere e gestire emozioni e conflitti, oltre all’autocontrollo e resilienza in contesti stressanti. Queste le competenze richieste - insieme a un titolo di laurea triennale – per partecipare all’avviso pubblico per diventare facilitatori relazionali nei pronto soccorso dell’Ausl Toscana Centro.
In pratica per diventare quelle figure che dovrebbero evitare (o comunque limitare) le violenze e aggressioni al personale sanitario. E lo stipendio non è niente male: 35mila euro il compenso annuo lordo massimo. C’è però chi storce il naso davanti a questo progetto sviluppato dall’assessorato al diritto alla salute della Regione Toscana nella passata legislatura.
Chi sono i facilitatori
Ma cosa è la figura sperimentale del ‘facilitatore’? Un addetto, non sanitario, bravo nel comunicare, capace di migliorare le connessioni con le persone e gestire di conseguenza le emozioni che a volte, per la situazione di per sé o per i tempi di attesa, rischiano di andare fuori controllo. Quindi le funzioni che dovrà svolgere riguardano principalmente la gestione complessa del pubblico nei Pronto soccorso, in particolare nelle interazioni tra sale di attesa e aree di osservazione/cura, quindi la mediazione relazionale tra familiari e pazienti in trattamento.
Quattordici incarichi in tutta la Toscana
Atale figura si chiede anche "l’individuazione precoce dei segnali di tensione e intervento con tecniche di de-escalation", la "tutela degli operatori sanitari, riducendo il carico comunicativo e prevenendo l’escalation di conflitti". Ai facilitatori è poi richiesta la disponibilità alla flessibilità della presenza in attività (turni da sei ore) anche nei giorni festivi e prefestivi, serali e notturni in relazione ai dati di affluenza e criticità. Secondo l’avviso pubblico, che scadrà il prossimo 29 novembre, sono previsti 14 incarichi (della durata massima di 12 mesi) per tutta la Toscana di cui sei nel fiorentino. In particolare sono previsti due facilitatori a pronto soccorso di Santa Maria Nuova, due a quello di Torregalli e altrettanti all’ospedale Santa Maria Annunziata di bagno a Ripoli.
Le obiezioni degli psicologi
"Perché rivolgersi a un non sanitario che dovrà gestire anche dati sanitari?" è la prima obiezione sollevata da Ivan Iacob, segretario Generale Aupi (il sindacato degli psicologi) che ha messo nero su bianco tutte le perplessità della categoria e le ha fatte avere alla Regione. "Da tempo proponiamo la figura dello psicologo esperto nelle emergenze e urgente, portiamo avanti lo sviluppo di questa figura per lavorare nei pronto soccorso" aggiunge Iacob. "Negli ultimi tempi le aggressioni agli operatori sanitari sono in crescita, il problema esiste e va affrontato. Perché creare una figura professionale quando si può lavorare con gli psicologi?" continua il sindacalista temendo che dietro questa novità ci sia "un demansionamento dello psicologo". E, infatti, per tutelare la categoria ha portato all’attenzione dell’Ordine degli psicologi questo progetto della Toscana.
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titolo: Toscana, tensioni al pronto soccorso. L’Asl cerca i “facilitatori”. Ma gli psicologi insorgono
autore/curatore: Barbara Berti
fonte: La Nazione
data di pubblicazione: 18/11/2025
tags: facilitatore, pronto soccorso, toscana, USL Toscana
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